ROTTAMATO SICURO…
… e fine, almeno sul blog, del giubileo viola.
Lontano dai 15 minuti che riscrissero la storia,
prosegue infatti lo piscodramma di un governo
sempre sull’orlo di una crisi di nervi,
compresso tra la necessità di azzeccare ricette
che tengano in piedi la baracca Italia
e le faide di partito che ne minacciano la sopravvivenza.
Pdl, Scelta Civica, Grillini e, perché no,
lo stesso Pd proteso verso il congresso:
sembra di stare su una di quelle navi spaziali,
sulle quali le esplosioni si susseguono,
a fuoco la sala macchine, a fuoco il motore ausiliario,
e speriamo di trovare almeno un pianeta dove atterrare
e ricostruire una nuova civiltà.
Lontano dai 15 minuti che riscrissero la storia,
prosegue infatti lo piscodramma di un governo
sempre sull’orlo di una crisi di nervi,
compresso tra la necessità di azzeccare ricette
che tengano in piedi la baracca Italia
e le faide di partito che ne minacciano la sopravvivenza.
Pdl, Scelta Civica, Grillini e, perché no,
lo stesso Pd proteso verso il congresso:
sembra di stare su una di quelle navi spaziali,
sulle quali le esplosioni si susseguono,
a fuoco la sala macchine, a fuoco il motore ausiliario,
e speriamo di trovare almeno un pianeta dove atterrare
e ricostruire una nuova civiltà.
In questa sorta di fantasy (in realtà superata, appunto, dalla realtà stessa)
così simile ad altri episodi della saga (Berlusconi 2011, Monti 2012)
non manca il ricorso all’ologramma,
affinché personaggi altrimenti rimossi dagli eventi
possano continuare a riempire la sceneggiatura.
Così se Obi Wan D’Alema, da poco esule di quel Copasir
che, magari, potrebbe raccontarci come e perché
gli amici americani ascoltavano i nostri discorsi,
mantiene comunque il carisma del saggio padre Jedi del Pd
(con un colpo al candidato e uno alla botte, as usual),
ecco Yoda Bindi assurgere alla presidenza della commissione antimafia,
non propriamente l’ufficio cause perse e inutili (… o no?),
nomina sulla quale, limitandosi ai titoli,
ci associamo alla franca considerazione di Giulio Cavalli.
Domanda: ma i due antichi cavalieri della sinistra,
non erano stato, appunto, rottamati soltanto un anno fa?
Quanto e perché possono ancora incidere, oggi,
le loro figure e le loro idee?
Magari ne capiremo di più a dicembre,
quando Matteo Renzi, guarda caso, il rottamatore,
avrà (forse) finalmente vinto le primarie,
sempre che l’ex sodale Civati,
piuttosto che i Cuperlo o i Pittella,
non gli abbiano fatto clamorosamente (?) le scarpe.
non erano stato, appunto, rottamati soltanto un anno fa?
Quanto e perché possono ancora incidere, oggi,
le loro figure e le loro idee?
Magari ne capiremo di più a dicembre,
quando Matteo Renzi, guarda caso, il rottamatore,
avrà (forse) finalmente vinto le primarie,
sempre che l’ex sodale Civati,
piuttosto che i Cuperlo o i Pittella,
non gli abbiano fatto clamorosamente (?) le scarpe.
Oh, attenzione però, perché la galassia dei rottamati
e dei rottamatori non finisce qui. E si “fonde”, anzi,
nella stessa figura, spostandosi verso l’aerea di centrodestra,
dove tutt'altro che zitto, ma decisamente micio,
il “celeste” Formigoni ha tutta l’aria di studiare da Imperatore,
pronto a fare implodere il pianeta berlusconiano,
e ad assemblarne i cocci assieme a quelli del centro montiano.
Magari a dargli una mano ci proverà l’amico Casini,
altro pluri-rottamato,
e ci scusi, sa, governatore,
se nella categoria inseriamo anche lei,
perché al Senato, le ricordiamo,
ci è arrivato dopo che la sua perfetta Regione Lombardia
(sì, quella degli scandali sulla sanità)
è implosa a sua volta, travolta da inchieste di ogni sorta,
comprese le consorterie tra politica e malavita organizzata.
In breve, caro ex governatore, sportivamente e senza incarognimenti:
più che non potersi fregiare di un quinto mandato consecutivo,
come ama ripetere ricordando le regole,
vorremmo ricordarle che la Lombardia,
lei, l’ha persa a metà del quarto mandato.
Facciamo che è finita 3-1, e che quel gol in trasferta pesa tantissimo?
e dei rottamatori non finisce qui. E si “fonde”, anzi,
nella stessa figura, spostandosi verso l’aerea di centrodestra,
dove tutt'altro che zitto, ma decisamente micio,
il “celeste” Formigoni ha tutta l’aria di studiare da Imperatore,
pronto a fare implodere il pianeta berlusconiano,
e ad assemblarne i cocci assieme a quelli del centro montiano.
Magari a dargli una mano ci proverà l’amico Casini,
altro pluri-rottamato,
e ci scusi, sa, governatore,
se nella categoria inseriamo anche lei,
perché al Senato, le ricordiamo,
ci è arrivato dopo che la sua perfetta Regione Lombardia
(sì, quella degli scandali sulla sanità)
è implosa a sua volta, travolta da inchieste di ogni sorta,
comprese le consorterie tra politica e malavita organizzata.
In breve, caro ex governatore, sportivamente e senza incarognimenti:
più che non potersi fregiare di un quinto mandato consecutivo,
come ama ripetere ricordando le regole,
vorremmo ricordarle che la Lombardia,
lei, l’ha persa a metà del quarto mandato.
Facciamo che è finita 3-1, e che quel gol in trasferta pesa tantissimo?
Ps.: altrove, più vicino a casa. Cliccando qui, l’epilogo di
una storia amara.
Sperando che serva a tutti di lezione, per il futuro.
Sperando che serva a tutti di lezione, per il futuro.