… ovvero: dammi i soldi, altrimenti “six feet under”
ci finisci tu. È quanto si sarebbe sentito chiedere più volte un impresario di pompe funebri a Codogno, dove a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri sarebbe esploso un vero e proprio “racket del caro estinto”.
Protagonista, un 43enne calabrese, residente nel Reggiano,
che dopo aver vanamente provato a estorcere qualche migliaio di euro
al titolare di un’agenzia di onoranze funebri,
con la minaccia di bruciargli il capannone,
ha provato il colpo con un altro imprenditore del settore,
nonché suo ex datore di lavoro, avvertendolo che,
qualora non gli avesse consegnato il denaro richiesto,
ci avrebbero pensato i suoi amici e conterranei,
ovviamente legati alla ‘ndrangheta.
Millantatore o meno, poco importa: per fortuna,
dopo essersi piegato in un paio di occasioni
l’Amerigo Bonasera della Bassa ha deciso di dire basta,
o meglio, di denunciare il fatto alle forze dell’ordine,
che hanno così potuto incastrare il reo.
Come finirà, speriamo di saperlo presto:
per ora, repetita iuvant, resta il consolatorio coraggio di chi,
piuttosto che piegarsi o continuare a farlo,
ha deciso di prendere la strada giusta. Quella dei carabinieri.
… E spiace unirsi alla schiera dei tanti, troppi che già li
fanno.
Ma al di la della repulsione per l’ennesimo braccio armato terroristico,
l’Isis, che miete morte e terrore a piene mani tra Iraq e Siria,
resto un po’ inquieto e diffidente sulla rapidità con la quale
anche l’Italia è salita sul carro dei crociati, per armare i Peshmerga curdi.
Deliberano persino le Camere, in fretta e furia,
mentre i Fratelli d’Italia, in piazza, dicono che è poco,
che bisogna mandare i nostri soldati, sul campo,
rigurgiti di nazionalismo in un mondo già pieno di fanatismi razziali e
religiosi,
che invece di guardare avanti guarda sempre più al passato, e ai suoi errori,
per… ripeterli?
Mah… sarà che vedo e leggo troppa storia del Secolo Breve, di questi tempi,
ma per quanto ci riguarda la virata
bellico-umanitaria mi puzza molto di:
1) Armiamoli, non partiamo ma… pensiamo un po’ meno ai guai di casa nostra.
2) Armiamoli, non partiamo ma… diamo un po’ di fiato alla nostra industria.
Bellica.
E ciò al netto del gusto che proverei a veder spazzati via un po’ dei boia
di questi nuovi genocidi, guerra mondiale a spezzatino, come grosso modo
ha detto anche il Papa, che retorica e ruoli a parte direi ha centrato il
punto.
Vis pacem para bellum, insomma, e al solito spero di sbagliarmi.
Però…
Buon ferragosto, quindi,
anche agli amici del consiglio comunale di Lodi, quelli “in ferie” per 2 mesi,
tanto di provvedimenti urgenti non ce ne
sono,
e la giunta è bella che rifatta, o no?,
con tanto di ex leader dell’opposizione,
ma se torna Emily, cari signori…
Buon ferragosto, intanto, con le condanne al cartello Porto-Mangano,
quello che aveva soci e contatti anche nel Lodigiano, ne avevamo parlato anche qui, e qui,
poi aspettiamo di sapere che fine hanno fatto o faranno
i “nostri” coinvolti nella vicenda,
ma intanto è caduta l’accusa di associazione mafiosa,
quindi possiamo stare tranquilli, o no?
Massì, grigli chi può! Anche se siamo in recessione, o no? E buon ferragosto a tutti, ancora,
anche al Papa volato in Corea del Sud,
che quelli oltre il 38esimo parallelo hanno accolto a razzi,
forse erano meglio dei semplici fuochi d’artificio, o no?
No, forse no. Ma buon ferragosto, lo stesso.