PAROLA DI…
… Armando Spataro, titolarono gli amici dell’Osservatorio sul Lodigiano,
a fine estate 2012, quando coloro che ci credono e lo dicono,
che le Mafie nel Lodigiano ci sono, eccome, avevano potuto incassare
la conferma autorevole di uno che le mani in certi letamai
ce le mette per professione, da una vita.
Procuratore capo “ad interim”, allora, l’Armando Spataro;
procuratore capo in carica, oggi, il suo successore,
Vincenzo Russo: e non sai mai se ti faccia piacere o meno,
trovarne un’altra, di autorevole conferma,
sul fatto che le cosche abbiano tutta l’intenzione
di spadroneggiare e fare affari anche da noi,
sì, la terra tra i fiumi dove ogni tanto scoppia qualche incendio,
doloso, sicuro, poi chi e perché l’abbia appiccato
non si sa e forse non si saprà mai
(leggetevi, per farvi un’idea, “Cacciatori di tracce”,
scritto da Antonio Nicaso con Sergio Schiavone)
ma per il resto suvvia, che interessi volete che possano avere
le Mafie multimiliardarie nel Lodigiano tutto campi,
capannoni e zero industrie?
Ce li hanno, eccome, e dal mai abbastanza chiarito capitolo sui rifiuti
al più credibile e variegato ventaglio del riciclaggio in attività lecite,
le possibilità abbondano, con le solite, prevedibili modalità.
Prevedibili, oddio… diciamo con qualche variazione sul tema,
come quella degli ignoti (vorrei, tanto, lo fossero solo a noi) che,
per minacciare un imprenditore della zona, gli hanno spedito
una testa di maiale con una pallottola ficcata in bocca;
e non sarà la testa di cavallo recapitata dal Padrino di Puzo
ai piedi del letto del produttore cinematografico recalcitrante,
ma il suo effetto credo lo faccia, eccome.
A noi fa paura, rabbia e nausea allo stesso tempo.
Urgono occhi aperti, e fegato. A prova di piombo e di maiale.
a fine estate 2012, quando coloro che ci credono e lo dicono,
che le Mafie nel Lodigiano ci sono, eccome, avevano potuto incassare
la conferma autorevole di uno che le mani in certi letamai
ce le mette per professione, da una vita.
Procuratore capo “ad interim”, allora, l’Armando Spataro;
procuratore capo in carica, oggi, il suo successore,
Vincenzo Russo: e non sai mai se ti faccia piacere o meno,
trovarne un’altra, di autorevole conferma,
sul fatto che le cosche abbiano tutta l’intenzione
di spadroneggiare e fare affari anche da noi,
sì, la terra tra i fiumi dove ogni tanto scoppia qualche incendio,
doloso, sicuro, poi chi e perché l’abbia appiccato
non si sa e forse non si saprà mai
(leggetevi, per farvi un’idea, “Cacciatori di tracce”,
scritto da Antonio Nicaso con Sergio Schiavone)
ma per il resto suvvia, che interessi volete che possano avere
le Mafie multimiliardarie nel Lodigiano tutto campi,
capannoni e zero industrie?
Ce li hanno, eccome, e dal mai abbastanza chiarito capitolo sui rifiuti
al più credibile e variegato ventaglio del riciclaggio in attività lecite,
le possibilità abbondano, con le solite, prevedibili modalità.
Prevedibili, oddio… diciamo con qualche variazione sul tema,
come quella degli ignoti (vorrei, tanto, lo fossero solo a noi) che,
per minacciare un imprenditore della zona, gli hanno spedito
una testa di maiale con una pallottola ficcata in bocca;
e non sarà la testa di cavallo recapitata dal Padrino di Puzo
ai piedi del letto del produttore cinematografico recalcitrante,
ma il suo effetto credo lo faccia, eccome.
A noi fa paura, rabbia e nausea allo stesso tempo.
Urgono occhi aperti, e fegato. A prova di piombo e di maiale.