martedì 18 marzo 2014

FOULS TO GIVE

MA VOI NON AVETE PAURA?
"Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale,
ma la Quarta sì: con bastoni e pietre". Albert Einstein


… l’amico Andrea dice che forse i russi,
dopo la caduta del Soviet,
si sono scordati questa verità.
E sarà che il mio osservatorio è troppo distante dall’Ucraina,
che non riesco a leggere tra le righe di una terra che non vivo,
ma quanto sta accadendo in Crimea mi spaventa, e non poco.
Mi spaventa e mi fa rabbia,
perché qui il principio di autodeterminazione di un popolo
c’entra fino a un certo punto,
mentre spinti dalla furia di Putin
si corre senza freni verso un precedente gravissimo,
un divorzio-annessione patrocinato dai cannoni
delle navi e dei carrarmati di Mosca,
con un referendum-lampo
che getta più di un dubbio sulla sua liceità.

E non mi si venga a dire che la rivoluzione
europeista ucraina è la stessa cosa, perché lì sì,
al netto di qualsiasi ragione,
un popolo si è battuto con se stesso e per se stesso.
Che è cosa diversa da quanto sta facendo Putin,
il cui primo alibi sarebbe la difesa dei crimei russofoni
(e chi li ha mai toccati?) mentre il secondo, ridicolo,
addurrebbe alla necessità di appropriarsi delle basi
navali per scongiurare una non meglio definita minaccia militare:
ma scusate, credete o volete davvero farci credere che qualcuno,
in Europa o altrove, voglia attaccare la Russia dalla Crimea???
Altro che palle, anzi: qui si respira quasi aria
di Conferenza di Monaco, con i grandi di Occidente
incapaci di frenare l’espansionismo hitleriano,
e si è visto poi com’è andata a finire.

Certo, correva l’anno 1938,
mentre qua siamo alla versione 2.0,
la guerra non la si voleva allora come adesso,
ma l’incapacità di porre un argine a Putin
senza poter alzare troppo la voce, ci pone a suo modo
nella stessa imbarazzante e inquietante situazione di allora.
Anzi, peggio. Perché allora scegliendo il disonore si ebbe la guerra,
come rimarcò Churchill: ma una guerra oggi,
con le apocalittiche armi di distruzione che abbiamo creato,
farebbe impallidire l’orrore e l’olocausto di 75 anni fa.
E con le mani legate restiamo a guardare...
Pensando, con prematura nostalgia,
a mezzo secolo senza conflitti mondiali:
e sperando che, come i sovietici di Sting,
anche i russi di Putin amino i loro bambini.