venerdì 27 settembre 2013

FOULS TO GIVE



PIÙ GROSSA ANCORA…

… peccato averlo visto solo adesso,
più che altro per il lancio dell’appuntamento,
che merita davvero e al quale, 
fisicamente fuori tempo massimo, ci uniamo in ispirito.
Ma al di la della serata a Lodi Vecchio,
dal ricco post di Giulio Cavalli sul suo blog leggiamo e peschiamo
a piene mani gli sviluppi rivelati dal “Corriere” sull’operazione antimafia
che ha coinvolto anche il Lodigiano, con un arresto e due denunce.
I riferimenti al territorio, apprendiamo, sembrano ben più solidi
di quanto apparso inizialmente: e il collega del “Corriere”,
ordinanza alla mano,  li spiega piuttosto bene.

Ciò mentre anche dalle colonne de “il Cittadino”
rimbalza il coinvolgimento del mondo bancario locale,
in un mare magnum sempre più torbido,
che dall’imprenditoria porta alle cooperative,
passando per cantieri, bar e panifici del capoluogo,
arrivando a nomi eccellenti della malavita
e a colletti bianchi degli istituti di credito.
A lubrificare il tutto, scambi di favore e tanto, ma tanto denaro.
Spesso nero, come lo sporco.
Leggete, leggiamo, sopra e sotto, per farci un’idea.
Poi c’è l’iter giudiziario, e la presunzione di innocenza, certo…
Ma forse non è ancora finita…


martedì 24 settembre 2013

20'' TIME OUT



UNA PAGINA IN PIU’…

… e ci vuole tutta, oggi.
Perché la cronaca nazionale irrompe nel Lodigiano,
e talvolta accade, ma questa è grossa grossa,
fa male e bene allo stesso tempo,
per l’inquietudine della consapevolezza che loro,
burattini, pupari e sudditi delle mafie, sono tra di noi,
e la soddisfazione di vedere che c’è chi vigila,
e scova, dando volti, nomi e responsabilità.
Il resto lo lasciamo al link di cui sopra,
e di cui sotto, perché anche noi ne sappiamo il giusto
e ci buttiamo a testa bassa, provando a mettere
il nostro piccolo mattoncino.
Fosse anche solo per non dimenticare.

giovedì 19 settembre 2013

20'' TIME OUT

FRANCESCO DA TEHERAN

… ora, so e sappiamo bene, quanto pericoloso possa essere farsi troppe illusioni, specialmente quando le speranze vengono investite su una persona.
Ma nell’era, ancora fresca e giovane, che ha portato alla ribalta una figura
carica di umanità, umiltà, sorriso e tenace buon senso un Papa come Francesco, assistiamo giorno dopo giorni alle incoraggianti evoluzioni
di Hassam Rohani, da poco presidente dell’Iran.
In ordine sparso si segnalano la riapertura della Casa del Cinema a Teheran,
la liberazione di una dissidente, la riapertura di un giornale riformista
e la promessa che no, l’Iran non si doterà mai dell’arma atomica.
Nel mezzo, ed è ciò che più ha colpito il sottoscritto,
gli auguri di Buon Capodanno Ebraico, diffusi a inizio settembre.
Niente male, detto dal leader di un Paese le cui guide,
fino a poco tempo fa, cantilenavano minacciosamente
la cancellazione dello Stato di Israele.
Ergo, e al lordo della premessa di cui sopra: facciamo che sì, per un giorno,
un giorno almeno, torno a credere che questo porco mondo, forse,
è pronto per provare uscire dal suo silenzioso medioevo due.punto.zero?

martedì 17 settembre 2013

FADEAWAY JUMPER

IL CIELO SOTTO BERLINO

… ovvero un week end rilassante e istruttivo nell’ex Gerusalemme d’Europa.
Rallegra, per esempio, il lieto fine di una storia altrimenti tragica,
simbolo dell’idiozia e della cattiveria di un mondo che dalla guerra,
assieme a tante paure, aveva ereditato diffidenza e ideologie malsane:
suggerisco un giro, per chi non ci fosse stato, al museo dell’ex Ddr,
o a quello del check point Charlie, tanto per capire come abbiano vissuto
generazioni divise da un muro ben più lungo e alto di quello berlinese.
Vieppiù, rallegra incrociare giovani oriundi dotati di favella e cultura
superiori alla media, capaci di tenere alto l’onore nazionale,
anche con un semplice grembiule da cameriere: e sorprende
vedere che, anche nell’efficientissima Germania, i cantieri si dilungano,
le consegne slittano e i partiti bisticciano, segno che forse sì,
fatte le debite proporzioni, è proprio vero che ogni mondo è un po’ paese.

                                                     *****
Di ritorno, tra mille vibrazioni personali, e sotto un cielo lui sì, ancora azzurro,
navighiamo a vista tra prospettive di fragili riprese e di governi instabili,
riforme dall’effetto incerto e inestirpabili ingiustizie all’italiana,
politici da avanspettacolo e posti di lavoro che continuando a sparire…
… poi siamo l’Italia, of course, e siccome ogni mondo, appunto, è paese,
c’è comunque chi denaro da spendere evidentemente ne ha in abbondanza,
e forse ne è talmente malato da non trovare miglior modo che goderselo
con più o meno pericolosi vizi: è il caso, assieme a quelle slot
tanto care anche al mondo della criminalità organizzata,
del gioco d’azzardo, pratica che un grillo parlante, nelle sue notti lungo l’Adda,
mi riferisce essere tornato di gran moda, in qualche circolo privato…
… ma questa è un’altra storia, che forse un giorno riusciremo a raccontare.
Nel frattempo ben ritrovati a tutti, e statemi, stiamoci davvero, bene,
godendoci i cieli sotto e quelli sopra, fin che possiamo, fin che ne abbiamo…
… Lo penso spesso, lo scrivo ora, alzando un grande alley oop 
a Francesco Bertolazzi, un ragazzo che non ho mai conosciuto,
ma che amava il basket come me, lo giocava molto meglio, di me,
e che per colpa di uno dei tanti mali atroci di questo anche porco e sporco mondo se ne è andato per sempre, a soli 34 anni.
Mi rattristo, ma leggo il buon Luca Mallamaci, che se lo immagina ad allenarsi lassù, con la Dea Canestria, e sento un brivido. Forse sto già meglio.
Ora e sempre…