giovedì 31 gennaio 2013

20" TIME OUT



SUI RIFIUTI E DINTORNI...

… Avremmo voluto parlare di elezioni in Lombardia, ma l’incalzare degli avvenimenti 
(non ultimo l’estensione a macchia d’olio, ovvero alle opposizioni, dell’inchiesta sui cosiddetti “rimborsi pazzi” in consiglio regionale: ci torneremo, magari con qualche distinguo sulla "legittimità" dell’acquisto di un frigorifero e altre spese, a spanne decisamente più istituzionali) ci spinge a prenderci ancora un po’ di tempo, per riordinare le idee.

Nel frattempo, riceviamo e volentieri condividiamo questo spunto di Legambiente, su come provare ad arginare l’espansione delle ecomafie nella nostra regione: ciò sull’onda di quanto già scritto a proposito della recente relazione della commissione bicamerale d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, che qui potete leggere integralmente.

C’è dell’altro? Sì: gli sviluppi sulla vicenda dei tre bar lodigiani sequestrati alla famiglia Spagnuolo, nell’ambito di un’indagine su una presunta maxi evasione fiscale. Una storia sulla quale i tribunali devono ancora scrivere diverse pagine, partita da lontano, o meglio da un’altra storia: la tentata estorsione, con tanto di attentato incendiario, ai danni dell’imprenditore, che denunciando il racket permise alla squadra mobile di arrestare i colpevoli, poi condannati. Allora, da vittima, la famiglia Spagnuolo venne additata dalle forze dell’ordine come modello da seguire; le successive indagini della guardia di finanza, su tutt’altro ambito, ne hanno disegnato una parabola decisamente diversa.

… oh, facciamo che ne abbiamo chiamati tre, di time out, sì?

lunedì 28 gennaio 2013

EMILY'S CORNER

 BAU!



Tanto per chiarire, perché  non si sa mai.
In questo blog si ha un’altissima considerazione degli animali. 
Si parla con gli animali (ok, mi sono giocata almeno la metà dei lettori ma insomma… patti chiari, amicizia lunga no?).   
Si è più felici accanto agli animali, specialmente quando si tratta di batuffoli pelosi a quattro zampe.
Qui si rispettano gli animali, in un pianeta che quasi non ha più nemmeno i leoni. 
Che si diverte a torturarli. Che li ingrassa a proprio piacimento in nome della maxi distribuzione.
E adesso non vale dire che ci sono tanti problemi al mondo, non andrai mica a pensare proprio agli animali…

Io agli animali ci penso. Spesso sono migliori di chi si muove su due gambe.

Emily con la coda e i baffi

mercoledì 23 gennaio 2013

FOULS TO GIVE

PUZZA DI BRUCIATO 



Ricordate? La sentivamo in tanti, un paio d’anni fa, quando i rifiuti nel Lodigiano bruciavano con frequenza impressionante. E a fiutarla, adesso, è anche la commissione bicamerale d’inchiesta, che nella relazione finale sulle attività nel ciclo dei rifiuti in Lombardia rileva come  “la ripetitività e la varietà degli incendi legati al settore dei rifiuti in provincia di Lodi getta una luce sinistra sul livello delle infiltrazioni malavitose nello specifico settore, sì da indurre a occuparsene la Direzione distrettuale antimafia di Milano”. E fin qui nulla di nuovo, non fosse per l’autorevolezza della fonte. Che peraltro si spinge oltre, ed elencati otto roghi sospetti, avvenuti tra il maggio del 2010 e l’aprile del 2011, nell’articolo di Carlo Catena uscito su Il Cittadino del 22 gennaio traccia considerazioni non meno interessanti. Come quelle su Italia 90, la società con sede operativa a Ospedaletto Lodigiano, attiva in una decina di comuni del Lodigiano e finita a processo per l’appalto sulla raccolta dei rifiuti di Sant’Angelo. E se in tribunale, a Lodi, la medesima non dovrà rispondere di alcuna associazione a delinquere, la commissione d’inchiesta sottolinea ugualmente come le indagini patrimoniali avviate nel 2009 dall’allora questore di Lodi, Paolo Pifarotti, avessero fatto emergere  come Italia 90 si sostenesse “soprattutto grazie a ingenti capitali di provenienza sospetta, affluiti su numerosi conti postali e bancari accesi a Palermo”. Palermo, appunto, dove i manager a processo vantano parentele ed amicizie “scomode”, almeno secondo la giustizia, come quelle con le famiglie Abbate e Madonia. Di relazioni tra gli incendi e il caso Italia 90, a tale ed altri propositi, la commissione bicamerale non ne rileva: ma rimarca, riferendosi alla società, come “nell’ambito della metodologia mafiosa” rientrino “lo sfruttamento e il maltrattamento dei dipendenti, che si sono visti negare, come documentato in atti, i più elementari diritti sindacali”.  Quindi? Punto e a capo. Anzi, no.

Se a due anni dall’inizio delle indagini dalla Dda milanese non filtra alcuna novità, ci piace infatti pensare (o quantomeno sperare) che la relazione della commissione guidata da Gaetano Pecorella risvegli l’attenzione sul fenomeno della classe politica. Che all’epoca, fatta qualche eccezione (come quella del fresco ex sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, citata nella relazione della bicamerale) raccolse e cavalcò “bipartisan” gli allarmi suonati dai media e dalla società civile, arrivando a istituire persino una commissione d’indagine conoscitiva in Provincia; ma che oggi (sempre con qualche eccezione) pare avere un po’ rimosso il problema dalle proprie agende. E sì che quello della legalità, nelle agende dei candidati, dovrebbe essere tra i primissimi punti. Staremo a vedere: soprattutto alle prossime regionali lombarde, che del malsano rapporto tra partiti, pubblica amministrazione, corruttori, “malapolitica” e clan malavitosi sono fondamentalmente figlie. Ma ne riparleremo, presto, un’altra e un’altra volta ancora. Anche per il Lodigiano, che alla questione lombarda è fisiologicamente legato, e dove il discorso elettorale è solo leggermente differito. Su quello delle infiltrazioni malavitose nel territorio, valgano invece le parole di Armando Spataro, non propriamente pizza e fichi, datate l’estate scorsa. Le notarono Giulio Cavalli, gli spettatori di Rai Tre e pochi, troppo pochi altri ancora. Noi le riportiamo adesso, perché crediamo che purtroppo valgano ancora. 

sabato 19 gennaio 2013

Causeway Street

                 WELCOME TO CAUSEWAY STREET - ISTRUZIONI PER L'USO
 

Premessa: questo non è un blog sul basket. Anche se ci piace, il basket, e tanto.
E Causeway Street, diario disgiunto e in salita sulle vicende di questi pazzi e complicati giorni nostri, a modo suo ne è orgogliosamente un po’ figlio. Ma fu padre nobile? Marco Calamai, un coach (massì) che ha saputo interpretarlo come terapia per i disabili, lo ha definito “l'unico sport che tende al cielo, e questa è una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre per terra”: per ora ci basti. Elevazione, ascesa, salita: sinonimi, ed invito, per lo sguardo e per un cammino. Come quello che abbiamo deciso di intraprendere, dall’ombra e oltre quell’ideale cerchio in ferro, posto a 3.05 metri dal suolo. La mèta? Il campo base è qui, nel Lodigiano, piccolo mondo sempre meno antico, e sempre più globale, anche nei problemi: giustizia sociale, legalità, progresso, buona amministrazione, onestà. Ma l’orizzonte è ampio, e assieme ad Emily, che di montagna se ne intende, sarebbe un peccato non salire un po’ più su: ovunque ci spinga il bisogno di aria fresca, e paesaggi limpidi.

Ecco: è questo, che ci piacerebbe trovare. Senza la presunzione di conoscere scorciatoie comode, o di possedere  chissà quali mappe speciali, o bussole magiche, nei nostri zaini.

Di certezze ne abbiamo poche, ma ce le teniamo strette. Di domande, invece, ne abbiamo molte, e le condividiamo volentieri.  Ignoranti, come Socrate. Dubbiosi, come Cartesio. Modesti, come Dio!
E’ che qui, il bianco e il nero, hanno diritto di cittadinanza, ci mancherebbe. Ma non più degli altri colori.
Ci piacciono, i colori. E le sfumature, pure.

Non abbiamo tessere partitiche, nelle nostre tasche.
Non è un merito: è un dato di fatto, che ci lascia serenamente liberi di tifare per chi e per cosa vogliamo.
E tifiamo, eccome, se ci crediamo.

Crediamo, innanzitutto, nelle buone idee, nelle persone oneste, e nel dovere di sostenerle, entrambe.
Non so se e cosa troveremo. Ma cercarlo sarà giusto e bello.
Zaino in spalla, si parte. Un passo alla volta. Buon viaggio.

(Post scriptum: questo blog nasce idealmente nell’estate 2012, vent’anni dopo le stragi costate la vita a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino. Non so se amassero il basket, ma Causeway Street è anche un po’ figlio loro. Indegno, ma devoto. Qualsiasi cosa di buono dovesse mai uscire da queste pagine, è dedicato a loro e a tutti coloro che hanno operato affinché l’Italia fosse un Paese migliore)