QUESTO PERCHE’ (16 ottobre 1968) …
… è un bell’anniversario, una bella storia,
e un bell’esempio di ottimo giornalismo sportivo,
in tempi (da tempo) di troppo gossip
e di personaggi umanamente sciapi.
Buona lettura, from the past, in Cerri pick…
Sono uguale a voi: quel volto bianco accanto ai pugni neri
e un bell’esempio di ottimo giornalismo sportivo,
in tempi (da tempo) di troppo gossip
e di personaggi umanamente sciapi.
Buona lettura, from the past, in Cerri pick…
Sono uguale a voi: quel volto bianco accanto ai pugni neri
Bisogna sforzarsi di non guardare i due a testa bassa, il
pugno chiuso alzato in un guanto nero, calze nere e niente scarpe, sul podio. Bisogna
concentrarsi sull' atleta di sinistra, bianco, lo sguardo dritto, le braccia
lungo i fianchi. Bisogna ricordare alcune cose, di quel 1968 perennemente
associato al Maggio francese. Il 16 marzo il massacro di My Lai, il 4 aprile l'
assassinio di Martin L. King, il 5 giugno tocca a Bob Kennedy. Aggiungiamoci il
Biafra, i carri armati sovietici sulla primavera di Praga, la strage di piazza
delle Tre Culture poco prima che cominci l' Olimpiade messicana. Bisogna sapere
che la finale dei 200 metri la vince Tommie Smith in 19"83 (primo a
scendere sotto i 20") davanti a Norman (20' 06")e Carlos (20'
10"). Carlos parte forte, troppo forte. Smith lo passa a 30 metri dalla
linea e corre gli ultimi 10 a braccia alzate. Norman ai 100 metri è solo sesto,
viene fuori nel finale, supera Carlos negli ultimi metri. Bisogna sapere che
nel ' 67 Harry Edwards, sociologo a Berkeley, voce baritonale, discreto
discobolo, ha fondato l' Ophr, Olympic program for human rights. L' idea è che
gli atleti neri boicottino i Giochi, ma è difficile da realizzare. Chi aderisce
porta il distintivo, una sorta di coccarda, ed è libero di manifestare la sua
protesta come crede. Smith e Carlos, accolti alla San José perché bravi atleti,
a loro volta studenti di Sociologia, portano il distintivo e vogliono
manifestare. Bisogna anche avere un' idea sull' età dei tre sul podio. Tutti
nati nel mese di giugno. Smith nel Texas, settimo di undici figli. Ha 24 anni.
Suo padre raccoglie cotone. Norman è il più anziano, ha 26 anni, suo padre è
macellaio, famiglia molto credente e vicina all' Esercito della salvezza.
Carlos ha 23 anni,è figlio di un calzolaio, nato e cresciuto ad Harlem. Appena
giù dal podio la loro carriera sarà finita, bruciata, e la vita un inferno. Ma
loro non lo sanno e, se lo sanno, non gliene importa. Nel sottopassaggio che va
dagli spogliatoi al podio Norman assiste ai preparativi dei due americani.
Tutto è fortemente simbolico, dalla mancanza di scarpe (indica la povertà) alla
collanina di piccole pietre che Carlos mette al collo (ogni pietra è un nero
che si batteva per i diritti ed è stato linciato). Smith e Carlos spiegano. E
Norman dice: «Datemi uno dei distintivi, sono solidale con voi. Si nasce tutti
uguali e con gli stessi diritti». Così anche Norman sistema la coccarda sulla
sinistra della tuta. C' è un problema, Carlos ha dimenticato i suoi guanti neri
al villaggio, mentre Smith ha con sé quelli comprati da Denise, sua moglie.
«Mettetevene uno tu e l' altro tu», consiglia Norman. Così fanno. Smith alza il
pugno destro e Carlos il sinistro. «Se ne pentiranno tutta la vita», dice
Payton Jordan, capodelegazione Usa. Vengono cacciati dal villaggio, Smith e
Carlos. Uno camperà lavando auto, l' altro come scaricatore al porto di New
York e come buttafuori ad Harlem. Sono come appestati. A casa di Smith arrivano
minacce e pacchi pieni di escrementi, l' esercito lo espelle per indegnità. A
casa di Carlos minacce telefoniche a ogni ora del giorno e della notte. Sua
moglie si uccide. Solo molti anni dopo li riprenderanno a San José, come
insegnanti di educazione fisica. E nel 2005 Norman sarà con loro, per l'
inaugurazione di un monumento che ricorda quel giorno in Messico. Norman in
Australia viene cancellato. Supera 13 volte il tempo di qualificazione per i
200 e 5 quello per i 100, ma a Monaco ' 72 non lo mandano. Nessuna spiegazione.
Gioca a football ma smette per un infortunio al tendine d' Achille, rischia l'
amputazione di una gamba. Insegna educazione fisica, svolge attività sindacale,
arrotonda in una macelleria. Il più grande sprinter australiano non è coinvolto
in Sydney 2000 né tantomeno invitato (col suo 20"06 avrebbe vinto l' oro).
Sofferente di cuore, muore il 3 ottobre 2006. Smith e Carlos vanno a reggere la
bara, il 9 ottobre. La banda suona "Chariots of fire". Il 9 ottobre
diventa, su iniziativa Usa, la giornata mondiale dell' atletica. Il nipote Matt
ha girato un lungometraggio sul nonno, intitolato "Salute", trovando
pochi finanziatori in patria («È una storia che riguarda due atleti neri»). Non
erano due neri e un bianco a chiedere rispetto e giustizia su quel podio, erano
tre esseri umani. «Sono affari vostri», poteva dire Norman, ma non lo disse e
non si pentì mai, e gli altri due nemmeno. Tutte cose che la foto non dice.
GIANNI MURA