NON MAFIOSI, EPPERO’…
“…comunque persone a disposizione di Cosa Nostra”.
Così parlò il pm Alessandra Dolci,
in merito alla richiesta di tre anni e mezzo di obbligo di dimora
per i fratelli Catanzaro, imprenditori lodigiani di origini siciliane,
farina e calce, finiti nei guai nell’ambito dell’operazione
che mesi fa ha smantellato il cartello Porto-Mangano.
Del “come” scrisse così a suo tempo Lorenzo Rinaldi su "il Cittadino”
e scrive diffusamente il collega Carlo Catena, sempre su "il Cittadino”,
nell’edizione cartacea del 14 maggio.
Stando agli aggiornamenti, i presunti contatti con gli uomini d’onore,
sempre secondo la direzione distrettuale antimafia,
rendono al momento i due fratelli “socialmente pericolosi”;
ed è un po’ un deja vù, come per lo Spagnuolo prima taglieggiato,
poi inquisito e infine primo imprenditore
lodigiano a conquistarsi una simile nomea.
Poi a luglio se ne riparla, e starà ai giudici stabilire
se il quadro dipinto dai pm e corretto o meno.
Tanto per capire se ci troviamo di fronte
a un Ciccio Spampinato e a un Franco Fisichella,
o se le cose fanno molto, molto meno ridere…