martedì 21 gennaio 2014

FADEAWAY JUMPER



IL BOCCONE AMARO

… ma necessario. Almeno credo, anche se ammetto
che un’idea precisa sulla faccenda non me la sono ancora fatta.
Il riferimento è all’accordo (o presunto tale: toccare per credere)
tra Renzi e Berlusconi sulla riforma della legge elettorale,
ovvero il sistema che dopo aver mandato di fatto a monte
l’ultima campagna elettorale dovrebbe (condizionale d’obbligo)
ridare agli italiani un meccanismo di voto che non solo legittimi
adeguatamente il partito vincitore, ma garantisca ai cittadini
anche una possibilità di scelta più diretta, più consapevole.
A oggi, ipotesi e indiscrezioni alla mano, saremmo un po’ a metà del guado:
ma averlo iniziato, quel guado, è già qualcosa
(o molto, purtroppo, in un Paese come il nostro)
anche se non fatico a comprendere le ragioni di chi, in buonafede,
anche a sinistra gira e rigira si trova sempre a fare i conti con Berlusconi.
Allora provo a convincermi che sì, forse è proprio come dice Renzi,
che questo è solo un patto sulle regole d’ingaggio tra due grandi nemici,
affinché un domani chi vince vinca davvero, senza sé e senza ma.
Ma intanto mi domando quanti anticorpi, intelligenza e onestà intellettuale
abbia veramente questo Pd per resistere alla tentazione di un’ennesima,
e forse definitivamente distruttiva, cannibalizzazione di se stesso.
In tal senso, devo capire se le fresche dimissioni di Cuperlo
siano un bene o un male.

Intanto Selotengono…

… o meglio, Selotiene. Tradotto: a fronte della richiesta di Sel di sfiduciare il “suo” Tommaso Premoli, il sindaco di Lodi Simone Uggetti ha detto “no”, blindando una giunta a suo dire compatta e confermando l’assessore della discordia. Il quale, a onor del vero e di ogni ragione, ha confessato di aver rimesso il proprio mandato nelle mani del primo cittadino, rivelazione emersa un po’ in ritardo (come altri dettagli di una vicenda, diciamolo pure, gestita non benissimo a livello comunicativo un po’ da tutti i protagonisti)
ma che restituisce un po’ d’onore anche al reprobo. Il quale, presunto o tale, ha peraltro spiegato le sue ragioni mescendo una dose di autocritica a tanta amarezza, rimarcando definitivamente la sua scollatura col partito che l’aveva accolto e scelto, salvo scoprire cammin facendo di aver fatto un errore.
Per un sunto della vicenda, a partire dalle origini, valga il link qui sotto, e gli altri sotto l’articolo.
Guardando oltre, la speranza è che l’annunciata comunione
d’intenti in campagna elettorale resti valida,
e non pregiudichi promesse e progetti, specialmente in ambito di legalità,
in una Lodi da qualche mese stranamente “tranquilla” ...