È SEMPRE TROPPO TARDI…
… eppure è sempre meglio che mai.
Si faccia qualcosa, e si faccia SU-BI-TO!
per questa povera Italia,
bella e mortalmente ferita,
che si sbriciola a ogni temporale,
portando via case, strade, vivi e morti.
Paghiamo sempre più caro il conto del Bengodi,
poiché in questa Repubblica fondata sul deficit
nessuno ha pensato di usarne almeno una parte,
per costruire un Paese moderno, sicuro, civile.
Adesso pare che ci siano 2,3 miliardi di euro bloccati
dalle “solite pastoie burocratiche”,
è da quando son bambino che sento dire
che il problema è la burocrazia,
che è il problema sono le tasse troppo alte,
che il problema è la corruzione e chi le tasse troppo alte non le paga,
eppure è come il gioco dell’oca,
io non sono più bambino,
ma resto e restiamo fermi al punto di partenza.
Scivoliamo alla deriva, sotto e su quest’acqua grigia e pesante.
E non si salva nessuno, oggi a te domani a me,
guardate la Milano dell’Expo 201trapochimesi,
com’è conciata…
Povera Italia, è già tardi,
per ieri e l’altroieri,
e allora svegliati, oggi,
perché per il futuro forse c’è ancora tempo. Forse.
Si faccia qualcosa, e si faccia SU-BI-TO!
per questa povera Italia,
bella e mortalmente ferita,
che si sbriciola a ogni temporale,
portando via case, strade, vivi e morti.
Paghiamo sempre più caro il conto del Bengodi,
poiché in questa Repubblica fondata sul deficit
nessuno ha pensato di usarne almeno una parte,
per costruire un Paese moderno, sicuro, civile.
Adesso pare che ci siano 2,3 miliardi di euro bloccati
dalle “solite pastoie burocratiche”,
è da quando son bambino che sento dire
che il problema è la burocrazia,
che è il problema sono le tasse troppo alte,
che il problema è la corruzione e chi le tasse troppo alte non le paga,
eppure è come il gioco dell’oca,
io non sono più bambino,
ma resto e restiamo fermi al punto di partenza.
Scivoliamo alla deriva, sotto e su quest’acqua grigia e pesante.
E non si salva nessuno, oggi a te domani a me,
guardate la Milano dell’Expo 201trapochimesi,
com’è conciata…
Povera Italia, è già tardi,
per ieri e l’altroieri,
e allora svegliati, oggi,
perché per il futuro forse c’è ancora tempo. Forse.