NON FARLO, MATTEO!
galvanizzato e felice, come me, per la vittoria
della tua, della nostra Fiorentina.
Viola alé, sì, ma adesso niente cazzate,
sulle cose serie, su un Paese sempre in mezzo al guado,
non la si riesce a vedere, la sponda della terra promessa,
e magari sì, anzi senza il magari, qualcuno ha toppato,
hanno toppato in tanti e continuano a toppare,
dovrebbero pagare, ma tu stai attento.
Non smentirti, resta in pressing sul governo quanto vuoi,
come la meglio Fiore montelliana,
ma non infilarti nel vespaio
di un terzo premierato privo di investitura popolare,
d’altronde non l’avevi detto anche tu, Matteo,
che prima di ogni discorso elettorale avresti fatto,
appunto, la benedetta e fin qui vergognosamente
mai riscritta legge elettorale?
Niente rimpasti, roba da Prima Repubblica,
l’hai detto tu pochi giorni fa, ricordi, Matteo?
Li senti i coltelli, che ti fischiano intorno in casa, ogni giorno?
E le vedi le trappole che ti spuntano attorno da ogni dove, ogni giorno?
Hai giocato bene, fin qui, Matteo, anche nelle sconfitte.
Non sbilanciarti troppo, però, che sennò rischi il contropiede.
E in palio, questa volta, c’è molto più di una finale, di una coppetta.
Ci siamo noi, e il futuro di un Paese.
E lo spettro dell’errore, non è mica l’Udinese.