mercoledì 10 luglio 2013

FADEAWAY JUMPER



E’ ARRIVATO SALSICCIA…

… che dall’Italia manca da un po’, anche se ci tornerebbe volentieri.
Perciò mi chiede, “Bido, come vanno le cose qui?”.
E me non resta che allargare le braccia, abbozzare il solito carnevale
zeppo di assurdità prese a prestito dal grottesco surrealismo 
di questi tempi (e invece è tutto vero) e concludere, come avevo iniziato,
che comunque “va bene, Sasha”, perché in fondo,
a differenza di tanti altri, sto andando a lavorare…

… e cos’altro dovrei dirgli, a Sashimeria?
Che siamo il Paese che, con la crisi dilagante e perdurante,
in due anni ha cambiato tre governi,
succhiando soldi sempre e solo ai soliti noti
e combinato pressoché zero misure per il rilancio?
Che siamo il Paese dove una maggioranza ricatta… l’altra,
che storce il naso, sbuffa, ma poi cede un po’, massì, perdiamo tutti quanti, tanto la faccia ce la siamo giocata già da un pezzo, no?
Che siamo il Paese dove un alto esponente di un partito oramai in preda all’isterismo e all’anarchia (la Lega) offendono un ministro del loro (?) Paese solo perché ha il colore della pelle (e l’appartenenza politica) diversa?
Che dallo stesso partito, poco prima, era partito l’auspicio che uno di quei barconi di disperati diretti verso le nostre coste potesse affondare?

No, Salsiccia, non serve che te lo racconti. 
Perché è sotto gli occhi di tutti, e grazie al cielo ancora ci nausea.
Poi ci sarebbe l’altra Italia, quella che ami tu, e che amo anch’io,
dono del caso e delle coincidenze, oggi silenziosamente retta da milioni di anime senza volto.
E ti racconterei del Papa, la cui frastornante lezione di umanità 
è mirabilmente riassunta in questo post di Giulio Cavalli:
eppure lo sai, Sashi, che il giorno dopo qualche fenomeno, 
di quelli che pure dovrebbero costruirtela, un’Italia nella quale poter tornare, ha pensato bene (???) di correggere questo buon maestro?
Non lo so, Ale, ma mi gira la testa.
Un vicino mi ha chiamato, sono andato a salutarlo,
mi ha detto “sto poco bene, ho un virus alla pancia”, 
e io ho fatto un passo indietro, scusi, sa, ma non posso proprio
rischiare di ammalarmi, ho un ospite, un matrimonio, stia bene che passerà.
Forse me la cavo, ma pensando al buon maestro, un po’ mi vergogno.
Che le cose, qui in Italia, stiano andando come mi merito?
Sarà il caso che ripassi la lezione.