ASCOLTARE (ANCHE) LA LEGALITÀ
Il popolo del centrosinistra ha parlato, numeroso.
E ha scelto Simone Uggetti quale candidato alla poltrona di sindaco,
per fine maggio, quando alle urne ci andranno tutti, i lodigiani.
Al probabile futuro cittadino (poiché salvo terremoti politici,
difficili in una città come Lodi, queste primarie sanno molto di ipoteca
sulla conquista del Broletto: grattati, Simone) sinceri auguri di buon lavoro: anche nello spirito della bella lettera con la quale, la scorsa settimana
su “il Cittadino”, Stefano Caserini aveva espresso il suo sostegno
a Michela Sfondrini, condendolo con una breve e sportiva premessa
sugli altri candidati: “tutte persone serie, preparate, ognuno con i propri punti di forza e di debolezza”, delle cui “competenze, energie e passioni”
Lodi potesse giovarsi “indipendentemente da chi vincerà”.
*****
Beh, il vincitore lo abbiamo. Non plebiscitario, ma legittimo.
Ha battuto Silvana Cesani, issatasi un po’ a sorpresa (tranne che per Emily) sulla piazza d’onore: e ha battuto soprattutto Andrea Ferrari, il cui (buon) operato alla cultura non è bastato a colmare né il gap con i desiderata del Pd, né l’emorragia di consensi in quella società civile nella quale
un tempo, con più coraggio, su certi temi forse avrebbe pescato più e meglio.
*****
Ma questa è una presunzione tutta mia, volutamente fuori tempo massimo.
E le analisi post-voto, con le quali ci siamo silenziosamente torturati ben prima del verdetto delle urne, stanno ormai a zero, come le chiacchiere.
Giusto una licenza, fidando nell’onestà e nella parola del neo candidato sindaco; ovvero che tenga realmente fede all’"ascolto quotidiano di chiunque voglia mettere a disposizione competenze, sensibilità e proposte”, nel suo “grande laboratorio di idee”; e che aldilà del suggestivo “Festival dell’Etica e della Legalità”, la cui forma e sostanza sono ancora tutte da scoprire, nel suo programma trovino spazio anche obiettivi di trasparenza, controllo e giustizia strettamente pertinenti con i problemi della realtà locale.
Saremo un po’ fissati, ma alla luce delle tante vicende oscure avvenute
negli ultimi anni, concetti come “AvvisoPubblico”, o “commissione antimafia”,
ci restano cari.
A Simone, ospite due inverni fa di una chiara testimonianza sulle ombre che aleggiano sul territorio, il compito di riflettervi.
Con intraprendenza e coerenza nuove, per tutti.
E ha scelto Simone Uggetti quale candidato alla poltrona di sindaco,
per fine maggio, quando alle urne ci andranno tutti, i lodigiani.
Al probabile futuro cittadino (poiché salvo terremoti politici,
difficili in una città come Lodi, queste primarie sanno molto di ipoteca
sulla conquista del Broletto: grattati, Simone) sinceri auguri di buon lavoro: anche nello spirito della bella lettera con la quale, la scorsa settimana
su “il Cittadino”, Stefano Caserini aveva espresso il suo sostegno
a Michela Sfondrini, condendolo con una breve e sportiva premessa
sugli altri candidati: “tutte persone serie, preparate, ognuno con i propri punti di forza e di debolezza”, delle cui “competenze, energie e passioni”
Lodi potesse giovarsi “indipendentemente da chi vincerà”.
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Beh, il vincitore lo abbiamo. Non plebiscitario, ma legittimo.
Ha battuto Silvana Cesani, issatasi un po’ a sorpresa (tranne che per Emily) sulla piazza d’onore: e ha battuto soprattutto Andrea Ferrari, il cui (buon) operato alla cultura non è bastato a colmare né il gap con i desiderata del Pd, né l’emorragia di consensi in quella società civile nella quale
un tempo, con più coraggio, su certi temi forse avrebbe pescato più e meglio.
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Ma questa è una presunzione tutta mia, volutamente fuori tempo massimo.
E le analisi post-voto, con le quali ci siamo silenziosamente torturati ben prima del verdetto delle urne, stanno ormai a zero, come le chiacchiere.
Giusto una licenza, fidando nell’onestà e nella parola del neo candidato sindaco; ovvero che tenga realmente fede all’"ascolto quotidiano di chiunque voglia mettere a disposizione competenze, sensibilità e proposte”, nel suo “grande laboratorio di idee”; e che aldilà del suggestivo “Festival dell’Etica e della Legalità”, la cui forma e sostanza sono ancora tutte da scoprire, nel suo programma trovino spazio anche obiettivi di trasparenza, controllo e giustizia strettamente pertinenti con i problemi della realtà locale.
Saremo un po’ fissati, ma alla luce delle tante vicende oscure avvenute
negli ultimi anni, concetti come “AvvisoPubblico”, o “commissione antimafia”,
ci restano cari.
A Simone, ospite due inverni fa di una chiara testimonianza sulle ombre che aleggiano sul territorio, il compito di riflettervi.
Con intraprendenza e coerenza nuove, per tutti.