mercoledì 20 marzo 2013

FADEAWAY JUMPER



ROAD TO PRIMARIE… WITH EMILY

Ci siamo. Domenica 24 marzo, il centrosinistra lodigiano si confronta per scegliere il suo candidato alle prossime elezioni comunali per il capoluogo. Che è poi di fatto come un prologo alla scelta del sindaco vera e propria, visto che (molto) difficilmente la poltrona di primo cittadino sfuggirà alla coalizione che da anni ormai amministra indisturbata al Broletto. La novità, non da poco, è che dimessosi per volare a Roma Lorenzo Guerini, la corsa si apre di fatto a una generazione di politici e amministratori chiamati a “diventare grandi”: in prima persona, senza più ombrelli e in un momento storico, sociale ed economico di particolare delicatezza. Fratelli contro, almeno per un giorno, dopo essere cresciuti assieme. E con qualche variabile, come da spirito delle primarie, di cui tenere conto. Troppa roba, per un blogger solo: per questo abbiamo chiesto a Emily, che ha occhio fino e antenne potenti, di scendere dal suo tagesmutter sul Zufallsptizte e provare a spiegarci cosa succederà…
                                                 
Tre assessori uscenti, un consigliere comunale e un’outsider, a espressione della società civile: manca qualcuno, Emily?
Per carità, no! Ci sono tutti. (Forse manca il candidato dal profilo più “gueriniano”, ma poi… che importa se non c’è?)

Dici “primarie” e viene subito in mente il duello Bersani-Renzi dello scorso dicembre. Ma a Lodi esiste questa contrapposizione tra rottamatori e “vecchio” establishment?
Mmm. Ci ha tentato un po’ Ferrari, con una squadra di giovani e con qualche sporadico attacco all’apparato Pd.  Ma forse è arrivato troppo tardi.

Partiamo da Simone Uggetti. The “green candidate”, vista la sua predilezione per le politiche e le tematiche ambientali; ma anche l’erede all’urbanistica del (da molti) rimpianto Mario Cremonesi.
Intanto ha già incassato l’investitura dal sindaco uscente

Sì, però la percezione è che la gente comune lo trovi antipatico. A pelle. Lo sanno anche i suoi avversari. Ok, è un po’ poco per bocciarlo come candidato. Va bene per quelli che vogliono la continuità con l’amministrazione Guerini, punto e stop. (E comunque, schierarsi per un candidato non è stata una cosa molto elegante, eh).

Sulla carta, il suo rivale più temibile dovrebbe essere Andrea Ferrari, alfiere della cultura (con relativi endorsement multipli da personalità del settore)
e dei rapporti con l’associazionismo. Ma sempre più “separato in casa” al Pd in senso stretto…

Alla fine non credo cerchi davvero la rottura con il Pd, in modo così politically correct ripete sempre che il giorno dopo le primarie si lavorerà per il candidato. Questo è certamente Renzi-style. Ma è troppo poco polemico per essere il vero Renzi, no?

Uno dei suoi cavalli di battaglia dovrebbe essere la legalità. Ma la discesa in campo della libraia Michela Sfondrini, fa pensare che la questione gli sia un po’ sfuggita di mano. Tanto che candidata e sostenitrici di “Meglio Michela”, proponendo un’adesione più netta e concreta alle buone pratiche antimafia, non hanno mancato di sottolineare reticenze e “distanze” della passata amministrazione comunale rispetto a vicende che riguardavano direttamente il territorio. Se posso: c’è del vero, in questa critica
 
Oh yes. Chi si schiera con “Meglio Michela” lo fa (anche) perché non c’è stata una presa di posizione netta sulle questioni di mafia made in Lodi. E non sono state mica poche negli ultimi anni. Anche quando spuntava il solone di turno a dire che “la mafia nel Lodigiano non esiste”, tutti d’accordo? E poi, perché tutti quei progetti per rendere più difficile le infiltrazioni A Lodi sono rimasti nel cassetto fino a oggi?

In “quota rosa”, a queste primarie, c’è anche il terzo assessore uscente della giunta Guerini, Silvana Cesani, ex responsabile delle politiche sociali. Quanto potrà convincere il suo programma, fortemente improntato sul welfare?
 
I suoi sostenitori hanno sorpreso persino gli addetti ai lavori, si tratta di persone che appartengono al mondo cattolico. Un bel colpo per un assessore di Rifondazione comunista. Il problema non sembra essere il programma ma il fatto che in molti non credono fino in fondo che possa davvero guidare un comune (ecco, in fondo lo pensano anche della Cominetti, che è tutt’altra faccenda…)

Una rottura col passato, invece, sembra chiederla Pierantonio Rancati, già consigliere comunale del Pd. Che, a proposito di “rottamazione”, chiede al grande “guru” della politica lodigiana, Giampaolo Colizzi, un “generoso” passo indietro…

E non è il solo, anche Ferrari sembra farlo intendere. Una mission quasi impossibile, perché aldilà di tutti i discorsi che si possono fare sul rinnovamento… Colizzi ha i voti. E quelli contano quando si va a trattare…(Ok, brutto da dire se si pensa che il cambiamento è giusto, però è così). 

Rancati batte anche sul tasto, comune del resto agli altri candidati, della “partecipazione” dei cittadini, come peraltro da “manifesto” di Prossima Lodi, presidio lodigiano del movimento di Pippo Civati. Ma che fine ha fatto, Prossima Lodi?
Ci sono, ci sono, restiamo in attesa di iniziative.

Grazie. Direi che ci siamo, per il momento. Abbiamo persino provato a linkare, su nomi e foto, indirizzi che diano una mano ai nostri quattro lettori per approfondire programmi e profili dei candidati.
Manca solo, ineludibile, il pronostico secco dell’esperta…
Vince di sicuro Joao Pinto.
 
Ps: ma ‘sta era Guerini allora è finita? BOOOOOOOOOOOOOOOMMMMM